svezzare un neonato
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Come svezzare un neonato

Lo svezzamento rappresenta per il neonato un passaggio fondamentale della crescita che gli consentirà di cambiare gradualmente la routine quotidiana rispetto ai primi mesi. Si tratta di un grande cambiamento anche per i genitori che non vedranno più il bambino mangiare in braccio, ma seduto nel suo seggiolone con piatti, posate e bicchieri, proprio come i grandi. Lo svezzamento richiede calma, serenità e soprattutto il non demoralizzarsi al primo ostacolo: il bambino deve abituarsi a questo nuovo modo di mangiare e gli serve un po ‘di tempo. Ecco tutto quello che c’è da sapere sullo svezzamento.

Quando cominciare con lo svezzamento?

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, l’introduzione di alimenti diversi dal latte non dovrebbe avvenire prima del sesto mese compiuto. Sono della stessa opinione anche la Società europea di gastroenterologia, epatologia e nutrizione pediatrica e l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare, anche se sono altrettanto favorevoli allo svezzamento nell’arco temporale compreso tra i 4 ei 6 mesi. Ogni bambino, però, ha tempistiche diverse, quindi, non è necessario per forza di cose, attendere lo scoccare dei sei mesi per iniziare con le prime pappe. I pediatri, infatti, sono concordi sul fatto che bisogna aspettare che il bambino sia pronto.

Come comprendere quando il bambino è pronto allo svezzamento

Vi sono alcuni segnali o meglio, dei comportamenti che possono far capire che il piccolo è pronto per essere svezzato, ma quali sono? Per cominciare questa nuova fase della sua vita, il bambino deve essere pronto, innanzitutto un livello motorio: deve, quindi, riuscire a stare seduto correttamente, tenere la testa diritta ed essere in grado di afferrare il cibo con le mani e portarlo alla bocca. Il secondo segnale a cui prestare attenzione è quello della perdita del riflesso di rigetto di qualsiasi cibo che non sia liquido, quindi, deglutire correttamente. In ultimo, ma non per importanza, il bambino deve mostrare interesse per il cibo, guardandolo con attenzione o cercando di afferrarlo. Se il bambino non si manifesta ancora questi comportamenti, nonostante abbia già raggiunto i 6 mesi, non preoccupatevi,

Durante lo svezzamento il bambino deve bere ancora il latte?

Assolutamente sì! Durante le prime fasi dello svezzamento, il latte rappresenta ancora l’alimento principale del bambino. Per quanto riguarda le quantità, queste variano in base all’età. Tra i 5 ei 6 mesi, generalmente, vengono introdotte la frutta e le prime pappe a base di brodo vegetale, ma il latte resta l’alimento principale. Tra i 7 e gli 8 mesi, invece, l’alimentazione del bambino sarà composta da due pasti a base di alimenti solidi e due a base di latte. Con questo tipo di nutrizione, il bambino assumerà ogni giorno circa 485 calorie provenienti dal latte (pari a circa 700 ml) e 200 calorie dagli alimenti solidi e semi solidi.

Quali sono i rischi di uno svezzamento precoce?

Se lo svezzamento avviene troppo presto è possibile incorrere a qualche problematica, eccone alcune:
– possono svilupparsi con maggiori probabilità infezioni all’orecchio e alle vie respiratorie superiori;
– possono manifestarsi più facilmente episodi di diarrea e gastroenteriti;
– il rischio di obesità infantile raddoppia, una condizione dovuta principalmente allo sviluppo del diabete, ma anche di altre patologie cardiache e all’ipertensione;
– vi è un sovraccarico dei reni inutile, poiché prima dei 6 mesi non sono in grado di sopportare un carico osmolare maggiore;
– possono verificarsi disturbi del sonno;
– il bambino ha maggiori possibilità di soffocarsi con il cibo, perché non è ancora in grado di deglutire.

Come preparare la prima pappa

La base per la preparazione della pappa è il brodo vegetale. La sua preparazione è davvero molto semplice, basta mettere in un pentolino dell’acqua e della verdura fresca di stagione tagliata a cubetti. Quando la verdura sarà cotta, bisognerà toglierla e utilizzare il brodo ottenuto per la pappa, filtrandolo. Per almeno il primo anno di vita è sconsigliato l’uso del sale. Al brodo è possibile aggiungere carboidrati come la crema di riso, la farina di mais e tapioca che non hanno bisogno della cottura. In alternativa, anche le farine contenenti glutine, come il semolino, sono ottime da aggiungere al brodo. Come fonte proteica, invece, possono essere aggiunti omogenizzati di carne o di pesce e liofilizzati. Per variare le proteine, è possibile proporre in alternativa a carne o pesce, anche uova e formaggi freschi. Per quanto riguarda i grassi, invece, è consigliato un cucchiaino di olio extra vergine di oliva per pasto, preferibilmente dal gusto non troppo forte. Quando il bambino si sarà abituato alla pappa, diverrà fondamentale diversificare per permettergli di sperimentare nuovi sapori e nuove consistente. Man mano che il bambino crescerà, si potrà passare dalle creme alla pastina, dai passati di verdura, a quelle in pezzi, ecc.

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