Matrimoni,  Varie

Coppie di fatto: lo scontro è anche sul web

Hashtag, video virali, scritte sui palazzi. Così si alimenta il duello tra sostenitori della famiglia tradizionale e supporter del nuovo corso.

Dalle piazze cittadine a quelle dei social network: lo scontro tra visioni del mondo, della famiglia e dei valori che essa sottende sconfina e ingloba ogni piattaforma – fisica o virtuale – trasformandosi in battaglia dialettica, combattuta a colpi di clime, annunci e iniziative.

Eventi a confronto

Anche due persone delle stesso sesso hanno il diritto di sposarsi in eleganti ville per matrimonio in Salento o sontuosi residence in Toscana, alla luce del sole, senza il bisogno di fuggire all’estero per stipulare un contratto che, ad ogni modo, perde di validità sul suolo natio. Questo è quanto chiedono coloro che lo scorso 22 gennaio hanno affollato oltre cento piazze in tutta Italia. L’evento, battezzato “Svegliati Italia”, ha avuto ampissima risonanza in rete e l’hashtag #svegliatitalia ha fatto il giro dei social, grazie anche a testimonial d’eccezione. Migliaia di sveglie, scelte come simbolo dell’iniziativa, hanno suonato in contemporanea da Milano a Napoli, trovando vasta eco sui principali canali di divulgazione online. Accanto all’iniziativa, il video – diventato virale – “Sì, lo voglio”, promosso da vip che hanno scelto di sposare la causa omosessuale. Tra essi, Luca Argentero, Claudio Santamaria, Giorgia ed Emma Marrone.
Dall’altra parte, la risposta dei sostenitori della famiglia tipo, costituita da padre e madre nel rispetto di quanto prescritto dalla dottrina cattolica. Così, ecco tornare in auge un evento simbolo che aveva visto la sua nascita nel maggio del 2007, quel Family Day che tanto fece discutere durante il Governo Berlusconi. Allora quasi un milione di persone si riversò tra le vie di Roma. L’evento del 31 gennaio assume risonanza, se possibile, ancora maggiore, alimentata da una coda di polemiche e dibattiti che si sono susseguiti fin dagli albori del Ddl Cirinnà.

L’autogol di Maroni

Roberto Maroni, Presidente della Regione Lombardia, è stato al centro di una polemica de egli stesso avviata: il segretario federale della Lega Nord ha fatto sì che sulla facciata del Pirellone, a Milano, apparisse la scritta “Family Day”. La reazione del popolo di internet è stata impetuosa: sdegno da parte dei milanesi su Twitter, che hanno attaccato Maroni accusandolo di utilizzare il Pirellone come fosse roba sua, utenti che dichiarano di vergognarsi di vivere a Milano, caricature e sfottò: ed ecco che la campagna si ritorce contro, rivelandosi un vero e proprio flop comunicativo. Lo scontro comunicativo si direbbe vinto dalla frangia dei Sì.