Salute e Medicina

Diabete, un farmaco riesce a diminuire i sintomi di astinenza da nicotina

Una particolare cura farmacologica che viene impiegata per la gestione del diabete di tipo 2 riesce a ridurre sensibilmente, ovviamente fino ad ora negli esperimenti fatti sugli animali da cavia, i sintomi, sia psicologici che fisici, che colpiscono tutte quelle persone che hanno una dipendenza dalla nicotina.

Al giorno d’oggi, l’evoluzione tecnologica propone anche nel settore della salute e del benessere, delle novità che possono aiutare notevolmente tante persone nella quotidianità. Il boom di smartphone e tablet ha favorito anche l’utilizzo in altri settori.

Un farmaco noto a chi soffre di diabete di tipo 2

Il farmaco in questione è ben noto a quanti soffrono di diabete di tipo 2, ovvero quella particolare patologia in cui il paziente presenta una ridotta sensibilità all’insulina e all’insorgenza dei sintomi in età avanzata. Pare proprio che tale efficacia riesca a garantire un alto tasso di efficacia nel comportare la diminuzione in maniera importanti, nei vari modelli animali, di tutti quei sintomi che sono classici dell’astinenza da nicotina.

È quanto emerso dai risultati di una ricerca che ha trovato spazio sulla ben nota rivista “Journal of Neuroscience”. Il fatto di aver sospeso la nicotina, per chi sta provando a smettere con il fumo, spesso comporta l’insorgere di sintomi come i disturbi del tono dell’umore, ma anche un incremento dell’appetito, tremori, ansia e nervosismo.

Si tratta di una serie di sintomi che chiaramente possono creare numerose difficoltà nello smettere anche per quanti hanno una ferma volontà di farcela nel portare a termine tale percorso. Il principio attivo in grado di rendere migliore la sensibilità all’insulina del tessuto adiposo non solo del fegato, ma anche del pancreas si chiama pioglitazone.

Ebbene, è proprio il pioglitazone che riesce a fare in modo di rendere le cellule presenti nel pancreas decisamente più efficienti quando c’è da impiegare il glucosio che si assume tramite l’alimentazione. Questo principio attivo si focalizza direttamente su un particolare recettore, denominato PPAR-y, che si trova pure nelle zone del cervello che hanno un legame con le dipendenze da sostanze.

Il ruolo del pioglitazone

Uno studio, condotto da parte di vari ricercatori italiani e americani, è stato in grado di dimostrare come, semplicemente inserendo tale farmaco direttamente all’interno dell’ippocampo di alcuni topi maschi che presentavano una chiara dipendenza da nicotina, i sintomi di natura fisica che erano legati a tale situazione, come ad esempio i tremori accusati sia al capo che alle zampe, diminuivano in maniera consistente.

Invece, iniettare pioglitazione all’interno dell’amigdala di tali animali ha comportato un netto miglioramento per quanto riguarda tutti i vari sintomi legati all’ansia derivanti proprio dalla mancanza della nicotina. Secondo le ultime ricerche in tale settore, pare che i fumatori più incalliti soffrano di un rischio pari al 30% più alto di sviluppare una patologia come il diabete di tipo 2. È questo il motivo per cui tale sostanza, che andrebbe ad agire positivamente sia un senso che nell’altro, sarebbe di fondamentale importanza per la vita di tanti pazienti.

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